Quando si parla di innovazione in Svizzera, spesso i primi settori che vengono in mente sono l’orologeria di precisione e la finanza. Tuttavia, la Svizzera è oggi una superpotenza globale in un ambito molto più cruciale per il nostro futuro: ricerca e sviluppo dell'energia solare fotovoltaica.
Al centro di questa rivoluzione scientifica si distinguono due istituzioni francofone di livello mondiale: EPFL (École Polytechnique Fédérale de Lausanne) e l' CSEM (Centro Svizzero di Elettronica e Microtecnologia) con sede a Neuchâtel. Insieme, i loro laboratori non si limitano a migliorare i pannelli solari esistenti; stanno ridefinendo i limiti della fisica per creare la prossima generazione di celle solari.
La posta in gioco è colossale. Con uno spazio limitato sui tetti e i rigorosi obiettivi climatici dettati dalla Strategia energetica 2050, la Svizzera ha bisogno di pannelli solari in grado di produrre molta più elettricità sulla stessa superficie. In questa guida approfondita, gli esperti di Solar Panel Swiss ti portano dietro le quinte dei laboratori svizzeri per capire come funzionano le innovazioni attuali, tra cui celle tandem perovskite-silicio – trasformerà il mercato residenziale e commerciale nei prossimi cinque anni.
1. Il muro di silicio: perché abbiamo bisogno di innovare?
Per comprendere l’impresa dei ricercatori svizzeri, dobbiamo prima comprendere i limiti della tecnologia attuale. Oggi circa il 95% dei pannelli solari installati sui tetti svizzeri e mondiali sono costituiti da silicio.
Il limite di Shockley-Queisser
Nella fisica quantistica esiste un soffitto di vetro teorico chiamato "limite di Shockley-Queisser". Si afferma che una cella solare composta da una singola giunzione di silicio non sarà mai in grado di convertire più di approssimativamente 29 % dall’energia solare all’elettricità.
Il silicio è eccellente nell'assorbire la luce rossa e infrarossa, ma è molto inefficace contro la luce blu (ad alta energia). Gran parte dell’energia contenuta nei fotoni blu viene semplicemente persa sotto forma di calore.
Dove siamo oggi?
I migliori pannelli solari commerciali di oggi (come quelli di SunPower o Meyer Burger) flirtano con i rendimenti di dal 22% al 24%. Siamo quindi estremamente vicini al limite fisico assoluto del silicio. Per continuare ad aumentare la potenza dei pannelli senza aumentarne le dimensioni, era necessaria una svolta tecnologica importante. È qui che entra in gioco la Svizzera.
2. La rivoluzione “tandem”: il matrimonio tra perovskite e silicio
Per rompere il soffitto di vetro al silicio, EPFL e CSEM stanno lavorando su una tecnologia affascinante: cella solare tandem.
Cos'è la perovskite?
La perovskite non è un materiale nuovo in sé, ma a struttura cristallina specifico. Negli anni 2010, gli scienziati hanno scoperto che i materiali organico-inorganici con questa struttura potevano essere sintetizzati e che erano semiconduttori eccezionali.
I vantaggi della perovskite sono immensi:
- Assorbe molto bene la luce blu e verde.
- Può essere prodotto a bassa temperatura, sotto forma di inchiostro o soluzione liquida, il che lo rende potenzialmente molto economico da produrre (a differenza del silicio che deve essere fuso a più di 1'400°C).
Come funziona una cella Tandem? (L’approccio EPFL/CSEM)
L'idea geniale dei laboratori svizzeri (soprattutto sotto la guida dell'EPFL PV-Lab diretto dal professor Christophe Ballif) non è quella di sostituire il silicio, ma di completo. Una cella tandem è composta da due strati sovrapposti:
- Lo strato superiore (Perovskite): È posizionato rivolto al sole. Assorbe la luce blu (alta energia) e lascia passare la luce rossa.
- Lo strato inferiore (silicio): Recupera la luce rossa e infrarossa che la perovskite ha lasciato filtrare e la converte a sua volta in elettricità.
Dividendo in due il lavoro spettrale, il tandem riduce drasticamente le perdite termiche. Il limite teorico di rendimento passa improvvisamente dal 29% (solo silicio) a più del 42%.
3. Record mondiali battuti in Svizzera
L’ecosistema di Neuchâtel e Losanna è teatro di una corsa globale ai record di efficienza. Per decenni, raggiungere l’efficienza del 30% per una cella solare non concentrata è sembrato un sogno lontano.
Tuttavia, il team congiunto del Laboratorio Fotovoltaico (PV-Lab) dell’EPFL e del CSEM ha letteralmente infranto questo limite, sviluppando celle tandem perovskite-silicio ottenendo efficienze certificate superiori il 31%, poi il 32% nel laboratorio.
Un’impresa resa possibile grazie a un’attenta ingegneria nanometrica: levigare la superficie ruvida del silicio (che ricorda microscopiche piramidi) per depositare uno strato perfettamente uniforme di perovskite spesso pochi nanometri, senza creare cortocircuiti.
4. Dal laboratorio al tetto: le sfide della commercializzazione
Raggiungere una resa del 32% su una cella da 1 cm² in un laboratorio è una vittoria scientifica. Un altro è produrre milioni di pannelli solari da 2 m² garantiti per 25 anni sotto la neve svizzera. La tecnologia si trova attualmente ad affrontare il collo di bottiglia dell’industrializzazione.
A. Stabilità e durata
A differenza del silicio, che è praticamente inalterabile, la perovskite è fragile. Si degrada rapidamente se esposto all'umidità, all'ossigeno e a forti variazioni di temperatura. I ricercatori svizzeri stanno lavorando su tecniche di incapsulamento avanzate per garantire che il pannello sopravviva almeno 25 anni.
B. Ingrandimento
È possibile padroneggiare la deposizione di uno strato liquido di perovskite su una superficie microscopica. Farlo su chilometri di vetro dallo spessore perfettamente uniforme richiede nuove macchine industriali. CSEM lavora a stretto contatto con l'industria europea per adattare le linee di produzione esistenti.
C. La questione della tossicità (Piombo)
Le formulazioni di perovskite di maggior successo contengono una piccola quantità di piombo (meno di 1 grammo per metro quadrato). Sebbene la quantità sia microscopica, le normative ambientali svizzere ed europee richiedono la prova che questo piombo non possa disperdersi nella natura, anche se il pannello viene rotto dalla grandine. I team dell’EPFL stanno lavorando duramente sulle perovskiti “senza piombo”.
5. Cosa cambia per i proprietari svizzeri? (Orizzonte 2028-2030)
L’arrivo dei pannelli tandem in perovskite-silicio sul mercato commerciale (previsto gradualmente nei prossimi 3-5 anni) trasformerà l’economia solare in Svizzera.
Più energia sui tetti piccoli
Le case svizzere hanno spesso tetti complessi, intersecati da lucernari o camini, che offrono spazio limitato per il fotovoltaico.
- Oggi: Un pannello standard da 2 m² produce circa 400-430 Watt.
- Domani (Tandem): Lo stesso pannello di 2 m² potrebbe produrre più di 550-600 Watt.
Questa densità di potenza consentirà a molti proprietari di raggiungere l’autonomia energetica (per caricare la propria auto elettrica e alimentare la propria pompa di calore) senza la necessità di un tetto enorme.
Riduzione del costo dell’energia (LCOE)
Producendo il 30% in più di elettricità a parità di installazione, cablaggio e manodopera, il ritorno sull'investimento di un impianto solare in Svizzera sarà ulteriormente ridotto.
6. Oltre la perovskite: estetica e BIPV di CSEM
Il CSEM non cerca solo il rendimento lordo. Uno dei loro maggiori contributi riguarda il BIPV (Fotovoltaico Integrato negli Edifici), oppure fotovoltaico integrato nell'edificio.
In Svizzera, dove la tutela del patrimonio (Heimatschutz) è rigorosa, l’installazione dei tradizionali pannelli solari neri è spesso vietata sugli edifici storici. CSEM ha sviluppato tecnologie rivoluzionarie (come i filtri nanometrici) per creare pannelli solari bianchi, terracotta (rossi), oppure perfettamente integrati nelle piastrelle.
Combinando questi progressi estetici con la potenza futura delle celle di perovskite, la Svizzera si sta muovendo verso un futuro in cui ogni facciata di edificio, ogni piastrella e ogni finestra sarà un generatore di elettricità invisibile.
Conclusione: Svizzera, laboratorio energetico del mondo
Il lavoro congiunto dell’EPFL e del CSEM non è una semplice impresa accademica. Costituiscono la tabella di marcia per la transizione energetica globale. Mentre il mercato attuale è dominato dal silicio, la ricerca solare svizzera sta preparando la prossima svolta industriale con la rivoluzione tandem perovskite-silicio, garantendo edifici belli e potenti.
