1. Ridurre gli apporti di calore
Valutate schermature solari, vetrate, ventilazione e temperature misurate. Chiedete quali misure possono migliorare il comfort senza nuove apparecchiature. Precisate locali e orari di presenza. Dimensionate l’impianto per edificio e occupanti, invece di basarvi solo sulla potenza fotovoltaica disponibile.
2. Distinguere raffrescamento attivo e passivo
Il raffrescamento attivo usa il compressore in un impianto progettato per questa funzione. Quello passivo può usare una sorgente sotterranea adatta con circolazione d’acqua; anche gli ausiliari consumano elettricità. Confermate funzione precisa, componenti aggiuntivi e limiti del modello. Un apparecchio aria-acqua non acquisisce raffrescamento passivo con una semplice regolazione.
3. Verificare distribuzione e umidità
Fate valutare circuiti a pavimento, radiatori o ventilconvettori per il raffrescamento. Chiedete come i controlli sorvegliano umidità e punto di rugiada per limitare condensa e danni. Una temperatura fissa per ogni edificio non basta. Precisate manutenzione, scarico della condensa e limiti di comfort per ogni locale.
4. Confrontare i consumi con la produzione solare
Usate produzione e domanda nelle stesse ore, poi verificate la gestione del modello effettivamente installato. Includete circolazione, ventilazione e consumi quando il sole non basta. Confermate interfaccia compatibile e regolazioni; il nome di un protocollo non dimostra che due dispositivi funzionino insieme. Tutelate comfort ed edificio prima di aumentare l’autoconsumo.
5. Richiedere un preventivo completo
Includete progettazione, distribuzione, controlli, lavori, manutenzione e consumi previsti. Verificate le procedure per la funzione di raffrescamento con le autorità competenti. Alimentare l’apparecchio con il solare non sostituisce questa verifica. Confrontate le opzioni con gli stessi requisiti di comfort e una stima annua degli acquisti elettrici residui.
