1. Definire le risorse disponibili
Conservate una riserva per spese e imprevisti. Distinguete un nuovo contributo 3a, la sospensione dei versamenti e il prelievo di averi esistenti. Per una polizza 3a, verificate obblighi, costi e coperture prima di modificare i versamenti. Ridurre i contributi non è una strategia universale per finanziare pannelli.
2. Valutare separatamente gli effetti fiscali
L’UFAS spiega che i contributi 3a sono deducibili entro i limiti applicabili, le prestazioni sono tassate e gli averi non sono liberamente disponibili. Le spese solari seguono altre condizioni. Confermate spese ammesse, incentivi da considerare, anno fiscale ed eventuale riporto per edificio e cantone. Non presumete effetti identici o una deduzione integrale per ogni progetto.
3. Calcolare il risultato solare completo
Separate costo installato, incentivi confermati, acquisti evitati e ricavi di immissione. Includete manutenzione, finanziamento, perdite e sostituzioni. Usate produzione mensile e consumi orari. Risparmio lordo diviso per investimento non dimostra un rendimento netto. Verificate tariffe di ritiro inferiori, consumi diversi e costi maggiori.
4. Confrontare rischi e orizzonte temporale
Per il 3a, usate le condizioni effettive di conto, portafoglio o polizza, inclusi costi e rischio di investimento. Per il solare, considerate durata di possesso, guasti, lavori al tetto e tariffe. Un impianto non garantisce il recupero del costo nel prezzo di vendita né entrate costanti. Confrontate le risorse pensionistiche al netto delle imposte.
5. Fare valutare il prelievo prima dell’ordine
Chiedete all’istituto 3a se i lavori specifici sono finanziabili, quali documenti servono e quali conseguenze fiscali e contrattuali si applicano. Confrontate anche risparmi e credito. I riscatti 3a introdotti nel 2026 per lacune dal 2025 sono soggetti a condizioni: verificate il diritto senza presumere che ogni contributo omesso sia recuperabile.
