1. Leggere separatamente le tre valutazioni
Ogni scala va da A a G e descrive una caratteristica diversa. L’involucro riguarda protezione termica, inclusi muri, tetto, finestre e pavimenti. L’efficienza globale considera anche impianti ed energie, compresa produzione elettrica propria. La scala CO₂ riguarda emissioni dirette di riscaldamento e acqua calda. Una buona classe non significa assenza di emissioni nel ciclo di vita.
2. Fare spiegare il calcolo fotovoltaico
Fornite all’esperto disposizione, potenza, orientamento, ombre e produzione prevista. Chiedete come le regole attuali trattano produzione, autoconsumo e surplus. I pannelli da soli non isolano; lavori associati al tetto possono avere effetti distinti. Non deducete la classe finale dal numero di pannelli o da una riduzione generale degli acquisti di rete.
3. Confrontare riscaldamento, involucro e consumi
Chiedete varianti con dati e condizioni di riferimento. Sostituzione del riscaldamento e rinnovo dell’involucro agiscono su aspetti diversi del bilancio. Per una pompa di calore chiedete fabbisogno termico e prestazioni stagionali invece di un rapporto fisso tra elettricità e calore. Confrontate profili mensili: la produzione annuale non dimostra autonomia invernale.
4. Definire la prestazione CECE o CECE Plus
Il CECE Plus aggiunge un rapporto di consulenza con varianti di ristrutturazione. Chiedete un’offerta con visita, documenti, calcoli, varianti e spiegazioni. Verificate la validità del certificato dopo modifiche dell’edificio. Non presumete un prezzo nazionale unico né lo stesso costo netto dopo incentivi per ogni progetto.
5. Separare la classe dalle decisioni finanziarie
Confrontate preventivi, incentivi confermati, costi futuri e risparmi calcolati per l’edificio. Verificate separatamente programmi di rinnovo e procedure fotovoltaiche; il rapporto non approva un incentivo. Una classe migliore non garantisce prezzo di vendita né condizioni di credito. Conservate calcolo datato, ipotesi, costi delle varianti e impegni delle imprese.
